Doghemiporta

Doghemiporta

Ho aderito con piacere all’idea lanciata da San Patrignano avente come obiettivo il riuso di antichi nobili legni non più operativi, messi a riposo dopo aver scrupolosamente assolto per lungo tempo il compito a loro affidato. Sono state scelte le botti del vino messe da parte dopo una lunga esistenza spesa a proteggere l’amico vino durante la sua trasformazione naturale. La struttura delle botti fatte a mano è già un affascinante capolavoro d’arte, legato al culto della terra e al vino. L’insieme delle sue doghe costituisce l’opera di un sapiente artigianato intelligente che vive grazie alla conoscenza di una tradizione trasmessa invariata nel tempo. Dove destinare queste nobili vetuste doghe? Sono servite al vino per maturare: perché non cercare di farle rivivere in un ambiente ad esso romanticamente legato? Se nel loro periodo “aureo” erano a contatto con il vino perché non usarle per introdursi nel luogo dove il vino invecchia? Rimettiamole insieme, in un altro ordine: facciamole diventare la porta della cantina per accedere alle cave e ritrovare l’antico amico.

san patrignano barrique Doghemiporta

Designers

Gualtiero Marchesi
Gualtiero Marchesi

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